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Pieve per Valtiberina Democratica

Intuitu personae?

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Ultimo aggiornamento (Giovedì 29 Luglio 2010 16:17) Lunedì 28 Giugno 2010 08:55

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, ARTICOLO 97:

"AGLI IMPIEGHI NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

SI ACCEDE MEDIANTE CONCORSO" fotoComune

Crisi economica. Molte persone hanno perso il posto di lavoro, altre, che si sono laureate con costi e sacrifici, si ritrovano ancora disoccupate o costrette ad andare a cercare lavoro lontano da casa. Nessuna opportunità è più importante dell’opportunità di avere un lavoro. Se poi si tratta di un lavoro nella Pubblica Amministrazione, la cosa diventa ancora più interessante.
L’interesse aumenta se la Pubblica Amministrazione in questione è il Comune di residenza e il lavoro è a due passi da casa. Il sogno di molti.

Ma che differenze ci sono tra l’impiego in un ente pubblico e l’impiego in un’azienda privata?
Le differenze fondamentali sono 3:
1) in un ente pubblico si è pagati con soldi pubblici, mentre in un’azienda privata chi ci paga è l’imprenditore, con gli utili della sua impresa;
2) all’accesso agli uffici pubblici hanno diritto tutti i Cittadini, dell’uno o dell’altro sesso, in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge; a tali impieghi nelle pubbliche amministrazioni, per il rispetto del principio della meritocrazia, si accede mediante concorso (articoli 51 e 97 della Costituzione), mentre in un’azienda privata l’imprenditore ha tutta la libertà di assumere chi vuole, perché non ha nessun obbligo di rispettare criteri di equità e imparzialità (insomma, se io sono molto preparato ma gli sono antipatico, egli è libero di non darmi il lavoro o di togliermelo, se comincio a stargli antipatico…) e non ha nessun obbligo di assumere mediante concorso (volendo, quindi, può dare lavoro anche a chi non se lo meriti);
3) quando si lavora per un ente pubblico, anche se con un incarico a tempo determinato, si gode di molteplici tutele e garanzie e inoltre (dettaglio non indifferente) si acquisisce un punteggio che ci avvantaggia nei concorsi futuri.

Riassumendo: tutti i Cittadini e tutte le Cittadine possono legittimamente aspirare ad un lavoro nella Pubblica Amministrazione, lavoro al quale, in base alla Carta Costituzionale e alla Legge, si deve accedere per concorso e nel rispetto dei criteri di eguaglianza.
Il Sindaco-imprenditore di Pieve, però, la pensa diversamente, oppure confonde il Comune con l’azienda privata.
Infatti, poco dopo la sua elezione, ha assunto, con contratto a tempo determinato, una collaboratrice (inizialmente per sei mesi, poi rinnovando per tutto il 2010, con un impegno di spesa di oltre € 30.000) da adibire allo “staff del sindaco”, ma che, di fatto, lavora presso l’ufficio Ragioneria. La formula latina utilizzata in delibera è quella dell’Intuitu Personae, termine giuridico che sostanzialmente indica un mandato fiduciario (tradotto significa contratto stipulato “individuando una persona”). Ossia: Tizio ha fiducia nelle capacità di Caio e, pur non conoscendo le competenze (potenzialmente superiori) di tanti altri Semproni, lo investe di un incarico. Il contratto con affidamento Intuitu Personae appartiene alla categoria dei “contratti personali”, è proprio quindi delle attività dei privati e sempre più limitato invece per le amministrazioni pubbliche che, nello spendere il denaro dei contribuenti, devono, per legge, garantire equità e imparzialità delle scelte. Sia chiaro che noi (che abbiamo la “strana” abitudine di non attaccare mai le persone) non stiamo mettendo in discussione le capacità della persona individuata, alla quale rinnoviamo la nostra stima, ma sottolineiamo con forza il fatto che questo sia un provvedimento a tutti gli effetti ad personam, che ha tutti i crismi di quelle assunzioni che vengono definite clientelari.
Ma non finisce qui.
Nel mese di febbraio, all’ufficio Ragioneria è stato chiamato un dirigente pensionato da Sansepolcro e gli è stato conferito un incarico professionale a € 1800 al mese, per un intero anno, “per almeno tre giorni alla settimana”, con 30 giorni di ferie godibili, con in più un rimborso spese di € 1500 per il viaggione Sansepolcro-Pieve.

E con quale mansione?

Fare un corso di formazione a chi già era stato chiamato senza alcun criterio di equità e imparzialità: ma la scelta non era stata fatta proprio per “l’elevato grado di autonomia funzionale ed organizzativa”, come recita la delibera della Giunta Bragagni?
Forse l’Intuitu del nostro Sindaco non è poi così infallibile? E inoltre, perché spendere soldi dei Cittadini per istruire chi è stato assunto a tempo determinato?

È indubbio che il ricorso occasionale a professionisti esterni costituisce una risorsa di cui le amministrazioni hanno, a volte, obiettivamente bisogno di avvalersi. È evidente, tuttavia, che tale strumento va utilizzato con oculatezza e nel rispetto delle regole. Per legge, il conferimento d’incarico professionale è realizzabile in base a esigenze effettive dell’amministrazione, per periodi determinati e per attività specifiche. E fin qui tutto bene. Per conferire l’incarico a collaboratori esterni, però, è necessario attuare una procedura comparativa, in ossequio ai principi di buon andamento e di imparzialità dell’amministrazione, sempre sanciti dalla Costituzione, dal buon senso e dalla morale. Bisogna sempre evitare, quindi, le procedure non concorsuali (così come nelle alienazioni, sempre va seguita la strada della procedura pubblica…), perché lesive dei principii di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, di cui all’art. 91, comma 2, del D.Lgs. 163/2006.

Ma nessun tipo di procedura comparativa è stata realizzata per conferire l’incarico (davvero ben retribuito) al pensionato di Sansepolcro: per la gioia di quegli optional di nome Costituzione, Legge e Cittadini.

I Consiglieri comunali del gruppo “Pieve per Valtiberina Democratica”
Christian Ferrara
Andrea Franceschetti
Davide Meazzini
Lamberto Palazzeschi
Miriam Pellegrini

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